DOVE –  è il luogo; fisico,culturale; ispira i riferimenti ed i messaggi da introdurre nell’opera che si va a realizzare e che viene contraddistinta in modo inequivocabile; altrove non avrebbe senso.

CHI – è il soggetto; il fruitore, il personaggio; usa l’opera e deve personalizzarla come un abito che si adatta al corpo allo stesso modo in cui il corpo stesso ne modella il tessuto; se ne deve scoprire l’anima, togliergli la maschera che senza volerlo o anche senza saperlo, a volte, ne offusca il carattere e ne cela i tratti più significativi.

QUANDO – è il tempo; il periodo, la data; colloca l’opera in un periodo storico preciso ed inequivocabile; la stessa sarebbe differente se concepita in epoca diversa con la tecnica e la tecnologia che ne contraddistinguono la realizzazione.

COME – è il design;  la forma, la materia; ricerca l’estetica con la quale l’opera si modella attraverso le  linee e con i materiali rispondendo alla funzionalità e alle esigenze richieste con un abito che esprime la personalità attraverso l’estetica.

PERCHE – è il bagaglio culturale; esprime l’ atto più intimo di chi crea e di chi riceve quanto realizzato; scatta un meccanismo fino a quel momento nascosto che mette in movimento le forze e gli sforzi che andranno a plasmare il prodotto finale.

……….soprattutto è un gioco………..

….un atto ludico che si raggiunge con l’esperienza dei giochi praticati nella età puerile ricusata nel nome di una serietà adulta che uccide semplicità e genuinità e che si riesce a recuperare rinunciando agli stereotipi e ai preconcetti che ci vengono imposti da regole scritte e mai riscritte; regole che soffocano l’obiettività con cui affrontare i problemi con la conseguenza di dare soluzioni già provate, stereotipate e che, il più delle volte, necessitano di una alternativa nuova, più adeguata alla particolarità del caso, unico, non ripetibile.

Pertanto ……..

La regola è :

Dimenticare le regole; Non esistono regole.